Eventi/Recensioni | The Konspirators
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Sciolti e poi risorti, tornano i Graveyard con un grande album: Peace

Il nuovo album dei redivivi Graveyard inizia subito con una eloquente ‘It Ain’t Over Yet’, brano che mette in chiaro come la band non abbia ancora intenzione di gettare la spugna nonostante le difficoltà del passato. Anzi, il ritorno è dei migliori, con un album più fedele al passato e particolarmente ispirato dal titolo “Peace”. Dopo uno scioglimento e senza più il talentuosissimo Axel Sjöberg alla batteria, sostituito da Oskar Bergenheim, il quartetto svedese riparte con un album più vicino alla filosofia hard rock della band, un po’ sacrificata nei lavori precedenti e con il chitarrista Truls Mörck che su due brani si cimenta anche alla voce (con ottimi risultati) alternandosi allo straordinario Joakim Nilsson. Un ottimo lavoro dall’inizio alla fine, senza punti deboli. L’hard rock dei Graveyard è risorto! ROCK ON.
Ascolta l’album su Spotify
Tracklist:
1. It Ain’t Over Yet
2. Cold Love
3. See The Day
4. Please Don’t
5. The Fox
6. Walk On
7. Del Manic
8. Bird Of Paradise
9. A Sign Of Peace
10. Low (I Wouldn’t Mind)

Rettore live al CSA Intifada per il Collision Fest

È con il classico “Donatella”, uno dei primissimi esempi di ska in Italia, che parte a mille il live di Donatella Rettore al Centro Sociale Intifada di Roma nell’ambito della rassegna Collision Fest, una 3 giorni di musica, dibattiti e informazione. La cantautrice veneta interagisce molto con il pubblico, composto in gran parte da giovani, utilizzando volentieri il romanesco e omaggiando Gabriella Ferri con una versione del brano “Sempre”. Spazio anche a brani più recenti come Caduta Massi, Callo e Se Morirò, alternati ai grandi classici del suo repertorio che fanno scatenare il pubblico presente: Splendido Splendente, Lamette, Sayonara, Kamikaze Rock ‘n’ Roll Suicide e ovviamente Kobra (riproposta anche come bis). C’è spazio anche per un’anteprima del nuovo album Emozionata Sempre con il brano Romeo, dal testo particolarmente adatto all’occasione: “Da Mantova a Verona e da Verona a Roma”. Una Rettore a ruota libera che nelle pause tra i brani prende di mira l’attuale classe politica, ricorda il padre antifascista “sopravvissuto a due campi di concentramento” ed esprime solidarietà agli “amici palestinesi”. Viene eseguito anche Remember, il brano scritto per lei da Elton John e Bernard Taupin, a concludere un live che racconta una carriera straordinaria, fatta di anticonformismo, sperimentazione, provocazione e una gran quantità di generi musicali proposti e mischiati tra di loro. Dal pop, all’elettronica, al punk, al rock, alla dance per un’artista unica e universale apprezzata sia dalle vecchie che dalle nuove generazioni.

Alma Irata, Paxarmata e Barbed Wire dal vivo al Defrag per Radio Onda Rossa

Molto rumore per una giusta causa, con Alma Irata, Paxarmata e Barbed Wire impegnati dal vivo al Defrag per una serata di raccolta fondi nell’ambito dell’iniziativa di crowdfunding “Un trasmettitore nuovo per Radio Onda Rossa”. Le 3 band hanno dato vita a un live eterogeneo e coinvolgente aperto dai promettenti Barbed Wire, un trio che a dispetto della giovane età ha già molto talento da vendere. A seguire i Paxarmata, band compatta e trascinante dal vivo, che con il loro convincente mix di Rage Against The Machine e CCCP rappresentano ormai una delle più belle realtà antagoniste della scena underground romana e italiana. A chiudere gli ideatori della serata, gli Alma Irata, coriacea band vecchia maniera, ispirata dagli anni 90 e felicemente predisposta anche a un po’ di punk e kospirazione infiltrata (al basso, per la precisione..).
Una serata musicalmente lontana dal mainstream (meno male), come svincolata dal mainstream deve riuscire ad essere anche l’informazione musicale. Per questo sono di vitale importanza le iniziative a sostegno di Radio Onda Rossa e di tutte le emittenti libere e indipendenti in ambito locale e nazionale.
Ecco alcuni estratti del live sulla nota TV dei Kospiratori, KTV:

Dopo il Concertone indie/trap ecco lo stoner degli Orange Goblin

“Ma come… Sfera Ebbasta al Concertone dei Sindacati??? WTF!!!???” sembra urlare uno sconcertato Ben Ward degli Orange Goblin, mentre incita il pubblico alla rivolta in un vortice di violenza Marshall e spruzzi di birra. Effettivamente ci voleva una bella botta di stoner rock vecchia maniera, con la band londinese provvidenzialmente invitata sul palco del Planet per l’International Tattoo Expo Roma 2018. Una esibizione breve, ma intensa che sembra risvegliare il sacro fuoco del rock in una città che ancora non si è ripresa dal trauma del concerto del Primo Maggio, ormai sempre più Sagra dell’Indie/Trap più becero, con i sindacati a fare da sponsor a case discografiche intente a trasformare la scena musicale in un reiterato talent show. Gli Orange Goblin decidono anche di omaggiare il sorprendente percorso in Champions della Roma, impreziosito da rimonte riuscite e cercate, dedicando alla squadra di Di Francesco il primo singolo del loro nuovo album: The Wolf Bites Back. Sul palco con loro anche L’Ira Del Baccano, Super Dog Party e i pescaresi Zippo. Una serie di band reali e non costruite a tavolino da finte etichette alternative. Speriamo sia un segnale di ripresa in una città che sta diventando la vetrina per popstar ambiziose, spregiudicate e senza contenuti. Nel frattempo noi, come sempre, TIFIAMO RIVOLTA.

The Sonics: i pionieri del garage rock al Traffic di Roma

L’intramontabile garage rock dei The Sonics approda al Traffic Club di Roma, direttamente dagli anni 60, dagli albori della musica proto-punk e garage che ha influenzato mezzo mondo, fino all’ultimo album pubblicato nel 2015. Nulla è cambiato. Più vecchi, ma lo stile e soprattutto la resa dal vivo è sempre di altissimo livello.
Qualcuno pensava che non fossero più in grado di sostenere un grande show?
Ascoltate e giudicate voi..

Per noi di KTV un concerto grandioso, impeccabile e trascinante:

“Natura Porca” in free download: il nuovo album di Chiazzetta è per tutti

“Natura Porca non è proprio un album, non suona come un album e non è costato quanto un album, per questo non ve lo faccio neanche pagare. Forse dovremmo chiamarlo un demo, come quelli che facevamo negli anni 90, una vera e propria dimostrazione di quello che faccio in ben 21 tracce senza pensare tanto alla forma quanto ai contenuti. Si tratta della descrizione, stavolta davvero molto autobiografica, della vita di un tizio che prova da anni a fare l’artista in Italia, e sta diventando (o forse è già diventato) pazzo.” (Chiazzetta)
Tra gli argomenti principali:
-la differenza tra il vero e il falso
-la provincia e i suoi limiti irrisolvibili
-gli scontri contro i nemici che neanche sanno chi sei ma ti rubano l’identità
-le litigate con il se ideale
-la morte
-gli amori
quelli quasi normali che però poi finiscono per insufficienza di quattrini
quelli moderni, morbidi, poligami ideati ad hoc per alleviare la disperazione
quelli idealizzati, tanto con tutta sta confusione chi lo sa con certezza cosa è vero e cosa no
quelli che cazzo vanno riconosciuti anche se non sono tradizionali! Ah li hanno riconosciuti? Vabbè quando ho scritto i pezzi ancora no
e poi li possono riconoscere ancora di più
-il whisky
-le grasse risate in faccia a chi pensa di essere sano e ci guarda strano ma in realtà non c’ha capito un cazzo manco lui
-perchè non ho fatto il botto
-l’accettazione della propria natura…
PORCA

L’album è scaricabile gratuitamente su questo link: www.chiazzetta.it/naturaporca

E questa è un’anteprima live del brano “Troppi Contenuti”, che racconta di un diverbio tra Calcutta e Chiazzetta in quel di Latina. Solo su KTV!

Public Enemy live a Roma: rap suonato e leggenda


“Voglio dedicare questo show a una delle più grandi leggende del pugilato mondiale: Mohammed Alì”. Così Flavor Flav apre il live dei Public Enemy allo Spazio 900 di Roma, location scelta in sostituzione delle terrazze del Palazzo dei Congressi dell’EUR a causa delle incerte condizioni atmosferiche. I Public Enemy decidono di esibirsi dal vivo con una vera e propria band, composta da chitarrista, bassista, batterista e dj, infiammando il pubblico con un live memorabile. Tanti i brani che hanno fatto la storia del rap e della musica in generale come Bring The Noise, Don’t Believe The Hype, He Got Game, Black Steel In The Hour of Chaos e la leggendaria Fight The Power, catturata dalla nostra KTV nonostante il pogo che si è scatenato durante il brano (una rarità ai concerti rap / hip hop..). Una band trasversale da sempre, che attira ai suoi concerti appassionati di tanti generi musicali e che ha anche colto l’occasione per omaggiare con un breve dj-set un brano cult dei Nirvana: Smells Like Teen Spirit. Come da tradizione il concerto dei Public Enemy è anche il luogo ideale per mandare messaggi politici, non solo nei brani, ma anche a voce. E Chuck D e Flavor Flav (quest’ultimo con folta capigliatura rasta) non perdono l’occasione per lanciare strali contro Hillary Clinton, Donald Trump e la politica odierna americana in generale. A fine concerto Flavor Flav dirà: “Ci sono due cose che proprio non sopporto: il razzismo e il separatismo. Dobbiamo rimanere uniti”. Un concerto grandioso e coinvolgente, suonato e sudato, che dimostra che il rap storico non muore mai e anzi andrebbe ascoltato di più dalle nuove generazioni. Una lezione in musica da parte dei più grandi. FIGHT THE POWER!!!

Tutto lo psychofunkypunkypop dei Sunomi in un album. Anzi, un Albume

Esce finalmente il primo album della band Sunomi, finanziato tramite Musicraiser e disponibile sia nei digital store che in formato cd, in eleganti digipack multicolore (foto sopra). Albume, così si chiama il sostanzioso prodotto dei noti amici/compari della kospirazione, oltre ad essere ben confezionato è anche un grande album, ben suonato e ben pensato. Un corroborante frullato di suoni, tematiche e immagini che entra di diritto nella storia dello psychofunkypunkypop mondiale, genere non a caso inventato proprio dai Sunomi.. In realtà un primo mezzo lavoro già è presente, si tratta del mini-cd C, quasi introvabile. Con Albume però abbiamo un disco più completo, fatto di ben 10 brani più una ghost track. Molti i brani di indiscusso successo inseriti nell’album: da Il Dubbio (in arrivo anche un videoclip veramente matto) a Cervello, che vede la collaborazione dei Konspirators con k2 alla chitarra solista e tutta la band ai cori, Guerra, Tutti Gli Altri e la splendida Cane, uno dei brani secondo noi più significativi e riusciti degli ultimi anni. Il tutto arricchito da canzoni nuove, con ogni traccia intervallata da simpatici e strampalati stacchetti che uniscono tutto il cd in un unico filo conduttore: il delirio psychofunkypunkypop. Un grande album insomma, ben suonato e ben registrato, che conferma il valore indiscusso di una delle migliori band underground di questi anni. Ovviamente una delle più ignorate.. ma i tempi sono duri per tutti. Que viva la vera musica indipendente!

Ecco l’album in streaming su Rockit.it: www.rockit.it/sunomi/album/albume/34968

Esce “The Orchestral Album” dei Belladonna. Un sogno in musica

Per la band Belladonna “è un sogno realizzato”, per chi lo ascolta e lo ha finanziato (quindi anche noi kospiratori) è una vera impresa musicale. Un suono visionario, romantico, potente ed emozionante. La voce di Luana Caraffa, sostenuta da una costante batteria rock, si fonde con le trascinanti note dell’orchestra. Violini, flauti, clarinetti si mischiano con le chitarre di Dani Macchi, che appaiono e scompaiono, stridono e rievocano grandi assoli, come su Beyond The Realms of Reason e Morpheus Rising. La voce cresce e viaggia, in simbiosi con gli arrangiamenti orchestrali della bravissima direttrice d’orchestra Angelina Yershova. Un album epico, nato da una campagna di crowdfunding su Musicraiser e registrato completamente in presa diretta agli Abbey Rocchi Studios di Roma. I Belladonna, si sa, amano registrare nella maniera più realistica e veritiera possibile. Il risultato è un album vero, ma anche magico. Complimenti a tutti i musicisti/e che lo hanno realizzato. E complimenti anche al nostro amico Marco Vignati per gli splendidi disegni contenuti nel cd. Che dire.. la musica può tutto!

Glen Matlock: storia del punk in acustico al Lian di Roma

Si dice che Glen Matlock fosse il meno punk dei Sex Pistols, motivo principale della sua dipartita dal gruppo per far posto a un personaggio che nel bene e nel male ha fatto la storia del punk, Sid Vicious, ma che certamente un bravo musicista non era. Al contrario Glen Matlock è sempre stato un musicista raffinato, ottimo compositore e autore di brani (coautore di ben 10 dei 12 brani dell’album Nevermind The Bollocks) e sicuramente uno dei più talentuosi bassisti punk-rock della storia. Uno dei pochissimi a suonare il basso punk con le dita e non con il plettro. Sabato 19 marzo al Lian di Roma, locale ormeggiato sul Tevere, il leggendario bassista di Sex Pistols, Philistines e Rich Kids si è cimentato in un repertorio acustico che ha unito molti generi musicali: il punk, il rock, il folk e a tratti anche il blues e la new-wave. Si incomincia con Somewhere Somehow dei Philistines, Burning Sounds dei Rich Kids e la leggendaria God Save The Queen, con il pubblico in delirio. Tra i vari brani anche Ambition, scritto da Matlock per il quarto album di Iggy Pop ‘Soldier’, Steppin’ Stone, cover di Paul Revere and the Raiders, Blank Generation di Richard Hell and the Voidoids e perfino una versione italianizzata di All Or Nothing degli Small Faces, con Matlock che fa cantare al pubblico il ritornello “Tutti o Niente” (anche se la traduzione corretta sarebbe Tutto o Niente). Il gran finale è ovviamente con Pretty Vacant, il primo singolo scritto da Glen Matlock insieme ai Sex Pistols. Un grande concerto di un musicista che ha scritto la storia del punk e non solo. E KTV c’era:

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